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Gli imprevisti di Venezia 76: le cose più surreali che mi sono successe al Lido

L'altra dimensione di un festival di cinema

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Sono tornata pochi giorni fa dalla 76° edizione della Mostra d’arte Cinematografica di Venezia e voglio condividere con voi alcune bizzarre avventure che ho vissuto al Lido, come ogni anno. Lasciando da parte riflessioni nostalgiche e commenti sui film visti durante gli oltre dieci giorni di festival, vi racconto alcuni imprevisti divertenti che assottigliano il confine tra realtà e immaginazione in pochi istanti.

Quando sei a un festival di cinema, se le file per entrare a una proiezione non ti succhiano tutte le energie, conservi quell’entusiasmo e quella curiosità di incontrare una star che ammiri particolarmente e magari scambiarci qualche parola o rubare un fugace selfie. Ma – per fare un esempio – se passate una giornata intera a dare la caccia a Brad Pitt, dedicando ogni pausa a setacciare tutti i luoghi del festival e poi, quando avete ormai perso le speranze e consumato le suole delle scarpe, vedete una foto sui social di qualcuno che, pur non essendo interessato all’articolo, lo incontra in fila al bagno, come reagite?Quest’anno non sono stata particolarmente fortunata con gli incontri ravvicinati, ma questa è un’altra storia. Girando per il festival mi sono capitate alcune coincidenze alquanto surreali.

Per un pelo non investivo Tony Servillo

Una mattina ho parcheggiato la bicicletta davanti all’Hotel Excelsior perché dovevo passare lì molte ore per delle attività stampa. Gli altri giorni l’ho sempre lasciata all’entrata della zona festival per poi procedere a piedi. Quel giorno no, e quando l’ho ripresa all’ora di pranzo per tornare un attimo a casa per un breve pit stop non riuscivo a pedalare speditamente perchè di fronte a me Tony Servillo  stavano camminando in compagnia di una signora, decidendo come trascorrere il resto della giornata. Mi sono spostata sulla destra e loro sono andati a destra, mi sono spostata a sinistra e loro a sinistra, come per ostacolare volutamente il passaggio per tutta la lunghezza del red carpet e, arrivata all’altezza della biglietteria finalmente sono stata libera di andare.

Divertita dal siparietto e contenta di non aver investito Servillo con una bicicletta arrugginita e con un freno difettoso, mi sono fermata a pensare all’ironia della sorte. Il giorno prima, durante l’anteprima della serie tv The New Pope c’era gente che si sbracciava dalle transenne per avere una foto o un autografo dell’attore italiano, mentre io cercavo di non investirlo con la bicicletta e la gente lì intorno non aveva nemmeno notato il suo passaggio. I misteri della notorietà.

Un “fake Johnny” che ordina uno Spritz

Johnny Depp era uno dei personaggi a cui avrei voluto rubare una foto al Lido. Da quando era stata annunciata la sua presenza al festival di Venezia di quest’anno mi ero detta che dovevo riuscire a stanarlo, ma oltre alla conferenza stampa e sguardi fugaci, non ho avuto successo. Dopo giorni di sole proprio nella giornata del suo red carpet la tempesta si è abbattuta sul Lido di Venezia ed è stato difficile dargli la caccia per le varie location dove ormai è noto che è possibile incontrare le star. L’ultima possibilità era partecipare all’esclusiva festa Campari, ma, nonostante avessi ricevuto l’invito, sono rimasta ostaggio di un’intervista fino a tardi e il giorno dopo ho visto che Johnny era passato da quelle parti e si era mostrato molto disponibile con i fans.

Tornando a casa sotto la pioggia, con i pantaloni da strizzare e l’ombrello distrutto dal vento, il sosia ufficiale di Johnny Depp in completo bianco mi supera a piedi, lanciandomi uno sguardo di sfida, sperando che io gli chieda un selfie. Lo guardo divertita ma non gli dò questa soddisfazione, ancora un po’ amareggiata dal mancato incontro con il vero Johnny. Cammino dietro di lui per qualche metro, fin quando lo vedo fermarsi a un chiosco di quelli sul lungomare. Avreste dovuto vedere gli sguardi dei baristi e della gente lì seduta a mangiare mentre si studiavano questo “fake Depp” che ordinava uno Spritz con l’accento veneto. Devo ammetterlo, era davvero molto simile, ma Johnny è Johnny!

Il restauro segreto di Billie Piper

Se avete visto la serie tv Penny Dreadful sapete di chi parlo. Billie Piper è stata ospite a Venezia 76 come regista e interprete di un film selezionato per le Giornate degli Autori. Una mia collega non vedeva l’ora di incontrarla perchè la seguiva nei panni dell’interesse romantico di Frankenstein nella serie tv inglese con Eva Green. Come lei altri fans l’hanno seguita nei vari incontri ufficiali previsti al Lido e io che avevo anche difficoltà nel riconoscerla, l’ho incrociata per puro caso in una situazione super easy. Seduta su una panchina del corridoio deserto al piano terra del Palazzo Casinò, questa ragazza bionda si stava spalmando della crema sui piedi, mentre una truccatrice le sistemava i capelli. Da sola, tranquilla, senza curiosi intorno era proprio lei…avrei anche potuto chiacchierarci qualche minuto. E ho pensato: “Ma perchè queste cose non mi capitano con Brad Pitt o Meryl Streep?” Figuriamoci. Ho avvisato prontamente la mia collega come una spia internazionale del più classico film di spionaggio: “Se ti interessa Billie Piper è qui nel corridoio che si dà una ristrutturata”. Dovete ammettere che è stata una coincidenza bizzarra.

Tim Robbins chi? dove?

Questa è forse la cosa più esilarante. La sera della festa di Ciak io e alcuni colleghi andiamo a mangiare un boccone perchè, si sa, alle feste spesso è prevista la dieta liquida e dopo due Spritz a stomaco vuoto puoi cominciare a dire cose di cui potresti pentirti. Dopo la cena passiamo all’Hotel Excelsior per pausa bagno e ci accorgiamo che il divano di Friends, esposto nella hall per celebrare i 25 anni della celebre serie tv, è finalmente deserto. Come resistere? “Finalmente possiamo farci la foto!” Ci organizziamo su inquadrature e turni e io mi metto in posizione per scattare mentre i miei tre colleghi sono seduti sul divano in posa. Nella hall deserta dell’albergo sento una presenza che passa dietro le mie spalle e vedo una strana espressione sulla faccia dei miei colleghi. Mi volto e…”Ma era Tim Robbins?” Ebbene sì, noi a fare selfie e foto sul divano di Friends e Tim Robbins che vaga in solitaria per la hall dell’Excelsior. Scoppiamo a ridere e poi un piccolo rimpianto: “Potevamo chiedergli di farsi la foto con noi! Pensa noi e Tim Robbins sul divano di Friends” 🙂 Della serie non so se ridere o piangere! Ma rimarrò con questo dubbio: “Avrebbe accettato o no?”

Ridge che ti offre da bere

Appena ho sentito che Ronn Moss sarebbe passato al Lido, devo ammetterlo, una parte di me era quasi più emozionata di incontrare il mitico Ridge, piuttosto che Johnny Depp o Brad Pitt. Mia nonna sarebbe stata orgogliosa di me: per tutte le medie e il liceo a pranzo da lei Beautiful era un appuntamento fisso. Matrimoni, resurrezioni, corna a go go, figli illegittimi, incesti e chi più ne ha più ne metta. Ma soprattutto non mancava mai un bel bicchiere di vino rosso. Non sono rimasta sorpresa infatti quando sono arrivata sul luogo fissato per l’intervista one to one e dietro il vetro ho visto Ronn Moss con un bicchiere di vino rosso in mano che intratteneva gli ospiti di un Gala di Cinema e Industria previsto quella sera.

Finalmente lo raggiungo e lui, molto gentile e sorridente, si presenta e ci sediamo a uno dei numerosi tavoli apparecchiati come se fossimo a un matrimonio. Fuori la tempesta, io con le scarpe completamente bagnate, l’impermeabile e i capelli umidi per il 90%. “Questo è l’outfit perfetto per oggi!” mi dice Ronn che di stile se ne intende dopo anni in casa Forrester. Così mi rilasso un po’ e inizio l’intervista. Le condizioni non erano ottimali perchè quel posto era davvero affollato, la gente parlava, si fermava a salutarlo e io speravo solo che il registratore fosse in grado di fare il suo lavoro.

Dopo qualche minuto che parliamo, nel caos generale, arriva una cameriera che mi chiede se voglio un po’ di prosecco. Mi sento un po’ in imbarazzo perchè io non avrei cenato lì, chissà di chi era quel bicchiere e poi quando fai un’intervista sei sempre un po’ concentrato e hai paura di fare figuracce. Così Ronn percepisce il mio disagio e mi chiede: “Vuoi del prosecco?” e quindi accetto, anche se poi quel bicchiere non l’ho mai toccato 🙂 La cosa buffa è che questa cameriera sembrava averci preso gusto e, dopo essersi allontanata due minuti, è tornata alla carica per versare altro vino rosso a Ronn che ancora aveva il bicchiere pieno. “Ma non lo vede che stiamo facendo un’intervista?” Insomma una situazione piacevole e a tratti comica, ma pensandoci dopo ti viene da dire: “Bere con Ridge Forrester è una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita!”

 

 

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