Wonder Woman, il pink power conquista la stampa internazionale

Ecco come il successo femminile Dc Comics ha convinto la critica

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Uno dei migliori film che la Dc Comics abbia mai fatto. Una sola parola: meraviglioso!” Indiewire ha definito così il film Wonder Woman diretto da Patty Jenkins, nelle sale italiane dal 1° Giugno 2017. Ero molto curiosa di vedere questo cinecomic al femminile, non tanto perché sono fan di Wonder Woman, ma perché da sempre ho una predilezione per i film dell’Universo Dc Comics rispetto alle avventure Marvel, diversamente da molti colleghi.

Il mio supereroe preferito è sempre stato Batman, anche se ricordo con amarezza Batman & Robin con un improbabile George Clooney nei panni dell’Uomo Pipistrello che mi ha lasciata alquanto perplessa. Fortunatamente ci ha pensato Christopher Nolan nel 2005 a ritrovare la giusta via, praticata nel 1989 da Tim Burton, con Batman Begins, seguito da Il Cavaliere Oscuro e Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno. Anche Superman ha un posto nel mio cuore con la sua affascinante storia delle origini aliene. Tuttavia la Marvel ha catturato la mia attenzione con Spider-man e Thor, ma in generale trovo che i personaggi DC abbiano delle storie più intriganti che uniscono la spettacolarità degli effetti speciali e un’atmosfera dark ad una sfera emotiva più profonda e un linguaggio meno superficiale. Però di questo argomento ne parlerò un’altra volta in modo più approfondito.

Tornando a Wonder Woman, come avrete letto nella mia recensione su NewsCinema, mi è piaciuto molto, come gran parte della stampa internazionale. Infatti, girando per il web, mi è capitato di leggere alcuni giudizi di importanti firme della critica americana e inglese, nelle cui parole ho ritrovato molti dei miei pensieri su questa avventura della Principessa Diana di Themyscira che, dall’Isola Paradiso delle Amazzoni si sposta sulla Terra per combattere una guerra in nome dell’amore e della pace. Sicuramente la scelta di Patty Jenkins come regista del film e di Gal Gadot come protagonista hanno giocato un ruolo fondamentale per realizzare un cinecomic romantico, ironico, coinvolgente, con contaminazioni fantasy e un’ambientazione epica e drammatica degna del più classico war movie.

È intelligente, pungente e soddisfacente in tutti i modi in cui un film dei supereroi dovrebbe essere” ha scritto Entartainment Weekly, mentre ReelViews ha sottolineato che “anche se una regista donna ha dato a Wonder Woman una prospettiva sottile e diversa, i veri punti di forza di questa produzione sono i suoi protagonisti, il periodo storico e una risonanza emotiva inaspettata che non ci si aspetta da un popcorn movie“. Come ha precisato il Wall Street Journal “Gal Gadot è l’incarnazione abbagliante della potenza femminile. Ma è anche intelligente, affascinante e, come dea è toccante e umana“. Infatti l’ex modella israeliana con un passato militare e una passione per lo sport, sembra davvero a suo agio nei panni di una divinità affascinante e determinata che deve fare i conti con il suo lato umano, ingenuo e fragile quando viene colpita dall’essenza reale del mondo. “Gal Gadot è semplicemente meravigliosa. Fisicamente audace e autoritaria. Ma c’è anche una dolcezza in lei, come se lei e la Jenkins avessero intuito che Wonder Woman non poteva essere semplicemente incredibile, ma doveva essere in grado di stupirsi” scrive il Time.

“La Gadot è straordinaria, e cattura perfettamente la grazia, il potere e l’eroismo della principessa amazzonica che deve farsi presente nel mondo per salvarlo” come sottolinea Arizona Republic. La Jenkins, infatti, punta tutto sulla sua protagonista che ipnotizza e risplende in ogni scena, dimostrando che anche un cuore divino può spezzarsi e avvertire il dolore di fronte all’orrore della guerra. La forza di Wonder Woman come film è anche in questa visione romantica e morale della realtà. “Un film veramente sorprendente che gioca con il genere e rinnova la formula dei film di supereroi attualmente molto stanca. È un film d’azione, una commedia romantica e una storia d’avventura, un film storico e un film di guerra tutto in uno. E soprattutto, è una storia di fiducia nell’umanità” come lo definisce USA Today, confermando la visione di The Verge che scrive: “Wonder Woman rappresenta una serie di atti di bilanciamento delicati: tra umorismo e gravitas; angoscia e avventura; fantasia straordinaria e fantasia superiore“.

Le sue scene di azione ricordano i Superman degli anni ’70 e ’80 e, come quelle avventure dell’ uomo d’acciaio, gesticola con consapevolezza ma poi torna alla verità e allo spirito di giustizia di una tradizione hollywoodiana ancora più antica” ha precisato il New York Times, condividendo il parere di Total Film che scrive: “La Gadot è una divinità, e la Jenkins offre gioie della vecchia scuola con cuore e convinzione“.

D’altra parte “Wonder Woman non può curare tutti i mali della sindrome di saturazione supereroe della cultura pop; dà una svolta esilarante e vicaria al genere” come afferma il Washington Post, ma “Patty Jenkins e i suoi collaboratori hanno fatto quello che pensavo fosse impossibile: hanno creato un film di Wonder Woman ispirato e compassionevole, in modi che onorano ciò che ha reso questo personaggio un’icona” riporta la brillante recensione sul sito RogerErbert.com.

“Per la prima volta da molto tempo sono uscito da un film di fumetti DC sentendomi pronto per un sequel” ha confessato il critico del Chicago Tribune, rispecchiando la mia convinzione che la Wonder Woman nata sulle pagine dei fumetti nei primi anni ’40 e poi presentata al grande pubblico con la celebre serie tv degli anni ’70, abbia trovato la sua dimensione cinematografica iniziando con il piede giusto, e alimentando la curiosità di vederla in azione nuovamente nel prossimo Justice League, che speriamo non diventi come gli Avengers, una disordinata “ammucchiata” vittima della ripetitività.

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