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I migliori film del 2019: la mia personalissima Top 10

Questi sono i film che mi hanno emozionato, divertito e sorpreso in questo anno ormai alla fine

A fine anno è tempo di bilanci e un po’ per deformazione professionale, un po’ perchè sono una inguaribile cinefila, non posso fare a meno di condividere la mia personalissima lista dei dieci migliori film del 2019. Pertanto, in attesa del 2020 ormai alle porte, vi svelo qui sotto i titoli dei film che mi hanno emozionato, sorpreso, commosso e divertito nel corso dell’anno.

Il mio lavoro di giornalista cinematografica mi obbliga spesso a valutare un film per diversi aspetti. Ma quasi sempre, oltre alla tecnica e all’arte, il mio giudizio è inevitabilmente guidato dalla mia personale emotività. Mi spiego meglio…va bene la regia ambiziosa, una sceneggiatura originale e un cast di serie A, ma un film deve trasmettermi qualcosa e farmi provare sensazioni reali. Deve farmi commuovere o farmi ridere, deve intrattenermi e farmi morire dalla curiosità, deve ingannarmi per poi sorprendermi con maestria, deve coccolarmi e poi darmi un pugno in faccia che fa quasi piacere ricevere. Non è facile trovare film che ti portano per mano in un circo di emozioni diverse, ma quando capita è un’esperienza da vivere fino in fondo, possibilmente sul grande schermo.

PARASITE

parasite

Parasite

Ho sempre avuto un debole per il cinema sud coreano. Per lavoro ho seguito per diversi anni il Far East Film Festival di Udine, un evento dedicato al cinema orientale. Ogni volta che ritornavo a casa da questo festival mi veniva naturale fare un bilancio dei film che mi avevano colpito di più e quasi sempre nella top 3 c’era una produzione sud coreana. Quest’anno Parasite, il nuovo film di Bong Joon Ho, mi ha davvero conquistata per la sua originalità e la sua ambizione, nonché per la sceneggiatura assolutamente geniale e impeccabile. Dopo Snowpiercer e Okja, secondo me, il regista coreano ha raggiunto il suo Eden.

I quattro membri della famiglia di Ki-taek sono molto uniti, ma anche molto disoccupati, e hanno davanti a loro un futuro incerto. La speranza di un’entrata regolare si accende quando il figlio, Ki-woo, viene raccomandato da un amico, studente in una prestigiosa università, per un lavoro ben pagato come insegnante privato. Con sulle spalle il peso delle aspettative di tutta la famiglia, Ki-woo si presenta al colloquio dai Park. Arrivato a casa del signor Park, proprietario di una multinazionale informatica, Ki-woo incontra la bella figlia Yeon-kyo. Ma dopo il primo incontro fra le due famiglie,
una serie inarrestabile di disavventure e incidenti giace in agguato. Qui la mia recensione!

JOKER

joker

Joaquin Phoenix è Joker

Sono rimasta davvero a bocca aperta la prima volta che ho visto Joker di Todd Phillips alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Incentrato sulla figura dell’iconico villain di Batman, questo film stand-alone originale è diverso da qualsiasi altro film apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham.

Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e  crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio. Dalla colonna sonora alla regia, dalla performance di Phoenix alla sceneggiatura brillante, ho trovato questo film assolutamente perfetto. Un vero capolavoro del 2019!

KNIVES OUT – CENA CON DELITTO

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Knives Out – Cena con Delitto

Diretto da Ryan Johnson, Knives Out – Cena con Delitto è un crime in stile Agatha Christie, nel quale al sagace investigatore Benoit Blanc (Daniel Craig) deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Christopher Plummer), rinvenuto senza vita nella sua abitazione in circostanze non chiare, dopo una festa per il suo compleanno. Il brillante detective è sicuro che l’uomo sia stato ucciso e inizia a indagare su chi possa essere l’omicida, per Blanc infatti chiunque può essere il colpevole. Sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi di Harlan, quindi tutti sono sospettati.

L’imminente lettura del testamento fa emergere i conflitti familiari, nonché l’avidità e la brama dei parenti dello scrittore. Quella di Harlan è un famiglia in cui l’ostilità, provocata per lo più da generazioni diverse e mentalità opposte, la fa da padrone; una costruzione in bilico, nella quale è venuto a mancare il pilastro principale, Harlan stesso. Quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), l’aitante infermiera sudamericana del deceduto Thrombey, le fondamenta di quest’edificio cedono definitivamente. I segreti della famiglia e della servitù iniziano a essere svelati, portando a galla un humus di bugie che permetteranno a Blanc di scoprire la verità dietro la morte del romanziere. Sono rimasta sicuramente colpita dalla vena comica di Daniel Craig che fino a oggi non avevo mai avuto l’occasione di notare, ma anche il resto del cast stellare fa un ottimo lavoro.

MARRIAGE STORY

marriage story

Scarlett Johansson e Adam Driver in Marriage Story

Noah Baumbach dirige la storia di Charlie (Adam Driver), regista teatrale, e Nicole (Scarlett Johansson), sua moglie e attrice, sposati con un bambino. Lei è una madre affettuosa e complice, lui un padre attento e presente. Ognuno apprezza l’altro, sia nei suoi pregi che nei difetti. La madre di Nicole adora Charlie a tal punto da considerarlo più un amico che un genero. Sembra il ritratto di una piccola famiglia perfetta, ma c’è qualcosa che non va. Un tassello si inclina, portando la coppia a quella che sembra l’unica soluzione alla loro infelicità: il divorzio. Entrambi fortemente competitivi, Charlie e Nicole dovranno affrontare tutti gli ostacoli di una separazione.

Lui dovrà prendere atto che molto probabilmente vedrà meno suo figlio e decide così di lottare per il piccolo. Lei si renderà conto che dedicava, come un succube, tutta se stessa al marito, fino a sentirsi viva solo per alimentare la vitalità di lui. Mentre il bambino cerca di tenere uniti i genitori, i due adulti dovranno capire cosa fare, ma potranno riuscirci soltanto insieme…per comprendere che a volte la fine è solo l’inizio della storia. Baumbach è un vero mago della scrittura e coinvolgere il pubblico con una dramedy di oltre due ore è davvero un incantesimo dal quale nessuno vuole svegliarsi.

MARTIN EDEN

martin eden

Luca Marinelli in Martin Eden

Una nuova versione cinematografica dell’omonimo romanzo di Jack London, pubblicato nel 1909. Protagonista è il giovane marinaio di umili origini Martin Eden (Luca Marinelli). Il marinaio salva da un’aggressione Arturo (Giustiniano Alpi), giovane rampollo della borghesia industriale. Per ringraziarlo Arturo lo invita nella sua abitazione di famiglia dove Martin Eden conoscerà e si innamorerà di Elena (Jessica Cressy), la  bella sorella di Arturo. La giovane donna, colta e raffinata, diventerà un’ossessione amorosa e il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. Martin inseguirà il sogno di diventare scrittore, a costo di sacrifici e fatiche affrontando i limiti della propria umile origine.  Influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (Carlo Cecchi), si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese.

ROCKETMAN

rocketman

Taron Egerton in Rocketman

Il biopic diretto da Dexter Fletcher racconta la storia di Elton John (Taron Egerton), ripercorrendo la sua vita dagli albori della Royal Academy of Music, in cui era un timido e talentuoso pianista, fino agli anni ottanta, momento di massimo splendore della sua carriera. Iniziando con dei flashback, partendo dal momento in cui Elton fa parte del gruppo di recupero nella rehab in cui si ricovera nel 1983 per abuso di alcol e droga, l’artista parla di se stesso nella Londra di metà anni cinquanta, dove era ancora conosciuto con il nome di Reginald Dwight.

Mentre Bohemian Rhapsody mi ha deluso e ho trovato Rami Malek una caricatura di Freddie Mercury quasi fastidiosa, Rocketman mi ha convinto e conquistato per un ritratto realistico di un artista che ha lasciato il segno nella storia della musica internazionale. In particolare mi è piaciuto l’equilibrio tra la vita privata, i sentimenti personali e il contesto, ma soprattutto il fatto che la musica non viene strumentalizzata in modo ruffiano ma raccontata e celebrata.

UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

Un giorno di pioggia a New York

Selena Gomes e Timothée Chalamet in Un giorno di pioggia a New York

Woody Allen torna a Manhattan con Un giorno di pioggia a New York, una commedia romantica che racconta la storia di due fidanzatini del college, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning), i cui piani per un weekend romantico da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo a New York, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto. Un cast d’eccezione diretto magistralmente da Woody Allen. Tra i protagonisti il candidato all’Oscar Jude Law, il candidato all’Oscar Timothée Chalamet, le giovani star Selena Gomez ed Elle Fanning. Qui potete leggere la mia recensione!

US – NOI

Us noi film

Us – Noi

Noi racconta la storia di una donna di nome Adelaide, interpretata da Lupita Nyong’0, che torna alla sua casa di infanzia al mare con il marito e i due figli per passare le vacanze estive. Tormentata da un trauma irrisolto del passato e sconvolta da una serie in coincidenze alquanto inquietanti, Adelaide sente crescere e materializzarsi la sua ossessione e capisce che sta per succedere qualcosa di brutto alla sua famiglia. Dopo una giornata in spiaggia, la famiglia Wilson torna a casa e, quando cala la notte, il figlio maschio nota sul dialetto di casa quattro figure che si tengono per mano nella penombra. Nonostante le minacce del Signor Duke che gli intima di sparire e allontanarsi dalla loro casa, questi oscuri personaggi si avvicinano a loro rivelando la loro identità: sono quattro copie esatte dei componenti della famiglia Wilson.

Jordan Peele è, secondo me, uno dei registi rivelazione e, dopo Scappa – Get Out non vedevo l’ora di vedere il suo nuovo lavoro. Credo che la sua poetica e il suo stile siano molto originali e intriganti, offrendo un’idea di inquietudine profonda legata a intuizioni geniali che fanno sperare di poter assistere ancora a qualcosa di nuovo al cinema.

Qui la mia recensione!

YESTERDAY

yesterday film

Himesh Patel e Lily James in Yesterday

Io e Danny Boyle andiamo abbastanza d’accordo, ma devo dire di essere rimasta sorpresa la prima volta che ho visto Yesterday perchè non mi è sembrato molto fedele al suo cinema. In senso positivo però, perchè ho apprezzato la voglia del regista di cambiare e mettersi alla prova con un’idea diversa di intrattenimento. Ma soprattutto ho trovato davvero originale l’idea alla base della sceneggiatura. E poi come resistere alle canzoni dei Beatles?

Jack Malik (Himesh Patel) è un giovane musicista di una piccola cittadina costiera che lotta per ottenere un pò di notorietà. L’unico sostegno di Jack è quello della sua migliore amica dai tempi dell’infanzia, Ellie (Lily James). Dopo un assurdo incidente con un autobus causato da un misterioso blackout globale, Jack una mattina si sveglia e scopre di essere l’unica persona al mondo a ricordare le canzoni dei Beatles. Con l’aiuto di Debra (Kate McKinnon), la sua agente americana dal cuore d’acciaio, Jack porta sul palco, spacciandole per sue, le canzoni della band più grande della storia in un mondo che non ha mai sentito i Beatles, diventando così in poco tempo una star mondiale. Mentre il successo cresce, Jack rischerà di perdere Ellie, l’unica persona che ha sempre creduto in lui e i legami con la sua vecchia vita.

Qui la mia recensione!

NON è ROMANTICO?

Se ancora non lo avete visto cercate di recuperarlo, lo trovate su Netflix! Rebel Wilson è Natalie, un architetto di talento che non ha il coraggio di far valere il proprio lavoro. Tutti si approfittano della sua personalità debole, nonostante il suo ruolo rivelante all’interno dell’ufficio. Odia profondamente le commedie romantiche, mentre la sua assistente e migliore amica passa le giornate davanti al computer a divorare film da lieto fine. Però un giorno, sulla banchina della metro, Natalie viene rapinata e, in seguito a una colluttazione, finisce per sbattere la testa contro un pilone di acciaio.

Si risveglia in ospedale e New York sembra essersi trasformata in un luogo sereno, accogliente e profumato di fiori, dove la gente è estremamente gentile e positiva. Ma soprattutto i vari esseri maschili affascinanti che Natalie incontra sembrano essere tutti pazzi di lei, pieni di attenzioni e sexy. Il suo peggiore incubo sembra essere diventato realtà: è intrappolata in una commedia romantica che lei ha sempre considerato “tossica e inverosimile“.

Qui la mia recensione!

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