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The Mandalorian | Ho finito la prima stagione e soffro già di nostalgia

Ora come faccio senza Baby Yoda?

Circa 10 ore fa ho finito ufficialmente la prima stagione di The Mandalorian, la serie tv disponibile su Disney+ ambientata nell’amatissimo universo di Star Wars. E ora come faccio senza il piccolo Baby Yoda? (Lo so che non è veramente la versione baby del maestro Yoda, ma ormai per me sarà per sempre Baby Yoda, anche perchè è un nome sicuramente più significativo e più bello de “Il piccolo” o “The Child”). Un esserino così irresistibile merita un nome meno generico, no?

The Mandalorian

Creata da Jon Favreau e prodotta da Lucasfilm, The Mandalorian inizia circa cinque anni dopo le vicende narrate nel film Star Wars – Il Ritorno dello Jedi e 25 anni prima di Star Wars: Il Risveglio della Forza. Sembra che io abbia scelto il periodo giusto per un rewatch generale di tutta la saga in ordine cronologico, perchè così è sicuramente più chiaro dove e quando siamo. Premetto che non sono un’esperta di Star Wars, e ci ho messo del tempo per apprezzare pienamente il fenomeno e la sua mitologia. Ma dovete riconoscere la mia buona volontà.

The Mandalorian | Amore a prima vista

Nonostante questo The Mandalorian mi ha conquistato fin dal primo episodio, soprattutto per la storia che coinvolge da subito senza digressioni inutili o troppi dettagli che confondono e portano fuori pista. Tutto è ben misurato, e l’intreccio narrativo è costruito con cura e attenzione per invitare lo spettatore a vivere l’esperienza del protagonista e i suoi compagni o antagonisti.

Il cuore pulsante della serie per me è il rapporto tenero e protettivo del mandaloriano e il Bambino. Lui, un uomo così combattivo, coraggioso e abituato a pensare solo a se stesso, si ritrova improvvisamente a prendersi cura di una creatura ignota e apparentemente indifesa. E a piccoli passi notiamo che “Baby Yoda” ha alcune abilità speciali che si manifestano solo in situazioni estreme e pericolose.

The Mandalorian | Contaminazione western

The Mandalorian resta fedele alle atmosfere e all’estetica del mondo Star Wars, ma brilla di una luce propria. C’è ironia, azione ed emozione che si alternano per offrire intrattenimento intelligente e spassoso. Come resistere alle bravate del piccolo quando prova a guidare la nave spaziale del mandaloriano o quando ingurgita rospi quasi più grandi di lui? Per non parlare delle scene di combattimento rese coinvolgenti da un montaggio serrato e pulito.

The Mandalorian è una serie di otto episodi, tutti molto simili per forma e contenuto, anche se cambia la mente dietro la macchina da presa. Ho apprezzato in particolare gli episodi diretti da Taika Waititi (regista di Jojo Rabbit) e Bryce Dallas Howard.

Il Mandaloriano e il Bambino

Curioso anche l’incontro tra fantascienza e western. Il tema principale della colonna sonora – composta da Ludwig Goransson – come la sigla di apertura suggerisce subito un richiamo al cinema di Sergio Leone e al polveroso far west, a cui Favreau ha dichiarato di essersi ispirato.

The Mandalorian | Personaggi irresistibili

Sotto la maschera del mandaloriano Pedro Pascal, protagonista della serie Narcos che, rimasto orfano da piccolo, viene cresciuto dal Mandaloriano e diventa uno di loro. Fa parte di un’associazione di mercenari chiamata Gilda di cui è capo Greef Karga (Carl Weathers) che dà il compito al mandaloriano di catturare il Piccolo per restituirlo all’Impero.

Il Cliente ha il volto del celebre regista Werner Herzog che, detto tra noi, sta peggio di me, perchè “Non avevo mai visto i film di Star Wars” ha dichiarato in una recente intervista. Tra gli altri volti noti Gina Carano come partner di azione del protagonista e Giancarlo Esposito come villain alternativo a Darth Vader.

Insomma questo spaghetti western stellare è un esperimento riuscitissimo costato 100 milioni di dollari che ha soddisfatto persino lo zoccolo duro di appassionati della saga di George Lucas. Non vedo l’ora di vedere la seconda stagione – fortunatamente già confermata – e di sentire nuovamente qualcuno dire “Questa è la via“!

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